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 Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lugano


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By Petra81 | Tags:
La chiesa di Santa Maria degli Angeli di Lugano fu eretta nel 1499. Faceva parte di un complesso conventuale che venne espropriato e parzialmente demolito per ordine del Governo del Canton Ticino. Al suo interno son conservati affreschi rinascimentali di Bernardino Luini di Dumenza, tra i più ammirati della Svizzera.

La chiesa all'origine sorgeva annessa al convento dei francescani minoriti fondato nel 1490; la chiesa venne iniziata nove anni dopo e consacrata nel 1515. Con decreto governativo del 15 luglio 1848 il convento venne soppresso e i monaci espulsi dal Cantone. Il complesso venne parzialmente demolito e in sua vece, negli anni 1852-1855, commissionato dai fratelli Filippo e Giacomo Ciani, fu costruito dall'architetto milanese Luigi Clericetti l'Hotel Du Parc, albergo che non tenne in nessun conto la dimensione e l'armonia della preesistente chiesa; l'intervento divenne ancora più deturpante con l'ulteriore innalzamento di due piani intervenuto qualche anno dopo.

Nel 1903 l'albergo prese il nome di Grand Hotel Palace: dell'antico convento solo un'ala del chiostro, con due piani di finestre, vennero integrati nella struttura alberghiera. La chiesa fu oggetto di restauri negli anni 1929-1930. Ora il Comune di Lugano ha demolito il fatiscente albergo e al suo posto sorgerà un imponente complesso turistico, espositivo, museale. Solo la facciata del Palace resterà a testimoniare quanto fatto nell'Ottocento.

L'edificio ha una navata unica, notevolmente bassa, a pianta longitudinale di quattro campate e coro terminale, ampliato in epoca tardobarocca aggiungendovi un'abside semicircolare. Sul lato nord è affiancato il campanile con due piani per le campane di cui l'inferiore ha finestre cieche gotiche e quello superiore coppie d'aperture a tutto sesto. La navata è affiancata sul lato nord da quattro cappelle a pianta poligonale comunicanti fra loro mediante archi, imitando la planimetria di Santa Maria delle Grazie a Bellinzona.

La facciata si eleva su uno zoccolo di conci regolari, inquadrata da lesene, che, come il timpano del tetto a due falde poco inclinati, culminano con due guglie cilindriche con punta conica. Il portale ha una lunetta un tempo affrescata, sovrastato da due finestre rettangolari ampliate in epoca barocca. Nella navata tre archi trasversali a sesto acuto sono stati impostati nel 1929 con stanghe di portata e cristogrammi grandi e piccoli, ideati da San Bernardino da Siena decorano il soffitto. Il grande tramezzo divisorio poggia su tre arcate coperte con volta a crociera di cui quelle laterali adibite a cappelle fino al 1929.

Esso reca uno dei capolavori del pittore rinascimentale Bernardino Luini: il grandioso affresco della Passione e Crocifissione di Cristo, i Santi Rocco e Sebastiano, datati 1529 sono raffigurati sulle spalle dell'arco centrale, e sopra le arcate i profeti. La grande parete del tramezzo offre uno spettacolo avvincente: un affresco ricco di figure della Passione; in primo piano sono poste le tre croci, quella di Cristo e dei due ladroni; la croce di Cristo è circondata in alto da un gruppo di angeli; una folla di personaggi anima la scena: ai lati dei soldati a cavallo: a destra, ai piedi della croce, Santa Maria Maddalena afflitta e inginocchiata; a sinistra si vede San Giovanni Evangelista piangente e, di lato, il gruppo delle Pie donne sostengono la Vergine addolorata; sul lato opposto alcuni soldati romani si giocano ai dadi il mantello di Gesù. Entro un colonnato, si possono ammirare le scene dell'Incontro con San Tommaso apostolo e della Derisione; fra queste: il Cristo Portacroce e il Compianto sul Cristo morto. La preghiera nell'Orto degli ulivi, appare a sinistra del fondale paesaggistico, mentre, a destra si può distinguere l'Ascensione.
Crocifissione di Bernardino Luini

La composizione della scena, severamente simmetrica, e la disposizione delle figure in piani regolari sovrapposti, conferiscono all'opera l'aspetto di un maestoso arazzo. La ricchezza di particolari e di pathos corrisponde con la migliore tradizione tardogotica tuttavia illuminata da una nuova cultura pittorica leonardesca.

Sulla parete meridionale della navata sono pure frutto dell'arte del Luini, con palesi influssi leonardeschi, l'affresco dell'Ultima Cena, traslato qui dal vecchio refettorio e, sulla parete est nella prima cappella (qui ricollocata dalla lunetta del portale che immetteva nel cimitero), la delicata Madonna col Bambino e San Giovannino. Le pitture murali nei tre archi della parete divisoria, che vennero scoperte nel 1929, rivelano la mano di un altro artista. Sulla fronte dell'arco di destra: i Santi Lorenzo e Stefano (?) e medaglioni con profeti; sulla parete interna meridionale: dipinto ricco di figure, forse ritratti di personaggi realmente vissuti, che attorniano un bambino addormentato ed una fanciulla: interpretato come quadro votivo per la guarigione dalla peste e da altre malattie, compreso il mal d'amore.

Nell'arco mediano: due visioni paesaggistiche di Gerusalemme e del Calvario, che si rifanno ad antichi modelli. Nella prima cappella laterale dedicata all'Immacolata e fondata in onore del medico luganese Lodovico Camuzio: sull'arco, fregio d'ornamenti rinascimentali; nell'intradosso, medaglioni con profeti; sulle pareti laterali, quattro Scene della Vita della Vergine dipinte dal Maestro della cappella Camuzio, identificato da Alessandra Brambilla con il pittore Bartolomeo da Ponte Tresa delle quali si son salvate solo quelle della Fuga in Egitto e dell'Adorazione dei Magi, (sul modello di una silografia di Albrecht Dürer). Interessante la Madonna col Bambino che ricorda il gruppo analogo nella chiesa dell'Annunziata ai piedi del Santuario della Madonna del Sasso ad Orselina, dello stesso pittore. Nelle lunette, angeli musicanti; sulla volta, quattro grandi figure di angeli attorno ad un'illusionistica cupola, e medaglioni con putti nelle unghie delle vele.

Sull'arco della cappella contigua: Santo francescano dipinto in grisaglia. Volta innervata a losanghe, dipinto raffigurante San Francesco d'Assisi che riceve le stigmate, opera del 1728 di Giuseppe Antonio Petrini da Carona. Sulla lesena di destra, dipinto della Madonna con Sant'Antonio di Padova ed altri Santi, donato nel 1611. Nell'intradosso, gli affreschi con Santa Chiara e la Madonna di Loreto (AN), databili al sec. XVI. Nell'ultima cappella, voltata a losanghe decorate da stucchi frammentati: la Madonna col Bambino di Bernardino Luini, già menzionata. Sull'antico coro dei monaci: volta a crociera costolonata ornata di numerosi cristogrammi.

Nella cappella di San Teodoro, a destra: altare barocco con pala raffigurante l'Arcangelo San Michele, della seconda metà del XVII secolo e paliotto in scagliola, opera del 1708 di Pietro Solari di Verna, è dotato di una teca dorata con la reliquia intera del Santo; transenna lignea rococò con figura di San Francesco d'Assisi. Sull'arco trionfale: gruppo scultoreo in stucco e figure dipinte di San Giuseppe e di Sant'Anna, attribuite ai fratelli Giuseppe Antonio Maria Torricelli e Giovanni Antonio, della seconda metà del XVIII secolo. L'altare ha un paliotto in scagliola, opera di Francesco Solari di Verna, e a ridosso, parete in legno di noce con due portelle laterali; due credenze laterali, ciascuna con paliotto in scagliola del XVIII secolo. Sulle pareti a fianco dell'altare: in grisaglia: Episodi della vita della Vergine, datati 1523, largamente danneggiati. Nell'abside barocca: dipinti illusionistici dei fratelli Torricelli ed affresco strappato dell'Assunta, opera di Francesco Antonio Giorgioli di Meride, del 1690 circa, già posto sulla volta a botte barocca del coro, poi sostituita dalla volta a crociera costolonata impostata nel 1929.

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