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 Rimini


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By Alberto Majrani | Tags: Italia, Romagna, mare, cultura.
RIMINI

Eccoci nella città cara a Federico Fellini e al suo Amarcord. Ma qual è il momento migliore per vedere Rimini? Tutte le stagioni sono buone, tranne, ovviamente, l'estate! Calma, non desideriamo mandare in rovina tutti gli albergatori e i gestori di discoteche, locali notturni, parchi giochi e stabilimenti balneari: vogliamo solo dire che per potere visitare in pace la città è meglio scegliere un periodo in cui le orde di vacanzieri non trasformano la riviera romagnola in un unico, immenso, "divertimentificio". Allora sarà più facile assaporarne con piacere le bellezze storiche e artistiche. Che sono molte, poiché Rimini è città di antichissime origini: fondata da stirpi umbro-etrusche, divenne un importante nodo stradale in epoca romana. Qui si congiungevano infatti le tre vie più importanti d'Italia: l'Emilia, la Flaminia e la litoranea Popilia. Qui Giulio Cesare arringò le sue truppe dopo aver varcato il Rubicone; qui si trova il più antico arco di trionfo romano rimasto in piedi, quello di Augusto, nonché un robusto ponte, iniziato dallo stesso Augusto e terminato da Tiberio, che ha resistito tranquillamente fino ai giorni nostri.
La maggior parte degli altri monumenti risale agli anni compresi fra il '300 e il '500, epoca della signoria della potente famiglia dei Malatesta. Tra i numerosi episodi che hanno avuto come protagonisti i membri del casato il più noto è sicuramente quello di Paolo e Francesca. La storia è fin troppo conosciuta, essendo stata raccontata da Dante Alighieri e molti altri poeti, pittori e musicisti: Francesca era andata in sposa controvoglia a Gianciotto Malatesta, signore della città, che era brutto, storpio e pure antipatico, ma in compenso aveva un bel fratello, Paolo, che pensò bene di innamorarsi, contraccambiato, della cognata. Colti in flagrante adulterio, i due amanti vennero uccisi da Gianciotto, che mal sopportava l'idea di essere, oltre che brutto, storpio e antipatico, anche cornuto! In fondo c'è un limite a tutto, che diamine!
Un altro bel tipo fu Sigismondo Malatesta, che dopo aver fatto fuori le prime due mogli, si prese una cotta per la terza, Isotta degli Atti. Per celebrare il suo amore fece costruire un tempio dal maggior architetto dell'epoca, Leon Battista Alberti. Il Tempio Malatestiano, rimasto purtroppo incompiuto, è una delle più importanti creazioni del rinascimento. L'interno è ricco di stupende sculture, opera di Agostino di Duccio e Matteo de' Pasti; ovunque sono incise una S e una I intrecciate, iniziali di Sigismondo e Isotta. E pensare che per alcuni Rimini è simbolo di facili avventure balneari, di infatuazioni di breve durata, senza eccessive complicazioni!